Esercizi di fantasia, la lezione di Gianni Rodari

Esercizi di fantasia, la lezione di Gianni Rodari

Cercare le parole, incatenandole, per dar voce alla fantasia. Quell’aquilone che è in ognuno di noi ed aspetta solo un fil di vento per volare.

Fantasia da contrapporre allo stereotipo della ragione, quella chiusa negli schemi, incasellata, imprigionata nelle regole fissate. Fantasia, libera immaginazione.

A questa si dedica Gianni Rodari, all’immaginazione intatta dei ragazzi, ai loro aquiloni che volano in alto nel cielo se lungo è lo spago.

Il libro Esercizi di fantasia di Gianni Rodari, Einaudi Editore, è il racconto di un’esperienza, di una giornata, quella tra un maestro, Rodari, e alcuni alunni. È il racconto di un metodo nuovo di insegnare.

È il 1979, il 23 marzo, nel Centro Sociale di Arezzo Rodari incontra alunni di quinta elementare e di prima media, il suo intento è quello di dialogare con loro per fare emergere la loro immaginazione. Un incontro che avvia un percorso interrotto dalla morte di Rodari. I suoi appunti di quella giornata diventano questo piccolo volume, una lezione su come intraprendere un viaggio comune alla ricerca delle parole dell’immaginazione. Parole, personaggi, storie, e le storie servono a tutte le materie, comprenderanno gli insegnanti che partecipano alla singolare lezione del maestro Rodari. 

Leggere questo libro è apprendere un meccanismo, fatto di parole che si intrecciano, scoprono elementi comuni, costruiscono le storie che portiamo dentro. Immaginazione, creatività, sono questi gli elementi di studio. Per Rodari “creatività è sinonimo di pensiero divergente, cioè capace di rompere continuamente gli schemi dell’esperienza. È creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti (anche dal padre, dal professore e dalla società), che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire da conformismi. Tutte queste qualità si manifestano nel processo creativo”.