Ponte sul Ciolo, il brivido di un tuffo

Ponte sul Ciolo, il brivido di un tuffo

Porsi al centro del ponte, guardare giù, il mare, e osservare i colori verde e poi azzurro e ancora blu, lungo l’orizzonte, e poi ancora giù.

Contare i metri che ti separano dall’acqua e pensare ai tuffi che in tante occasioni hai osservato. Qui dal ponte sul Ciolo solo in pochi si possono tuffare, che giù sotto il ponte ci sono anche gli scogli e scegliere il punto dal quale lanciarsi non è affidato al caso ma alla conoscenza. Riconosci subito i tuffatori, indigeni abbronzati già ad aprile, scavalcano con allegra disinvoltura ed eleganza la barriera, pochi centimetri per i piedi, per prendere forza e con coraggio lasciarsi andare giù, nel mar Ionio.

Nell’estremo lembo d’Italia, nell’estremo lembo di Puglia, a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, nella marina di Gagliano del Capo, il ponte del Ciolo è tappa forzata. Scendere le scale, per i comuni mortali, per un tuffo da cinque  centimetri per sentirsi comunque protagonisti ed assistere dal basso alle prodezze dei tuffatori, giù dal ponte o dalla scogliera, sempre questione di conoscenza, che qui non si improvvisa, che lo scoglio in acqua c’è e non si deve colpire. Pena la vita.

Il ponte che unisce due lembi di roccia prende il nome dalla grotta visitabile solo dal mare.   In questo luogo magico e misterioso il peso dei millenni, la storia, si sentono, tra le rocce scavate, nella gravina, nelle grotte tra i fondali. In questo posto dove l’uomo in tempi più recenti ha scavato gradini, costruito ponti, terrazzato locali, la natura resta incantevole e invitante.  Che ci si voglia tuffare, prendere il sole, arrampicarsi, osservare la vegetazione, immergersi ed esplorare, il Ciolo, piccola insenatura, è accogliente come un’ isola nel mare.

Fermarsi e guardare giù,  40 metri di altezza, ciao mare.