Il cielo racconta di improvvisi mutamenti d’umore, di gioie e serenità che si alternano a tristezze e dolori, e un cielo carico di nubi annuncia
un temporale che potrebbe cambiare il destino dell’arida terra. È solo ottobre, è solo autunno, è solo un cielo in un giorno qualunque di questa stagione. “È crollo di morta stagione/ quest’acqua notturna sui ciotoli. Lànguono/ fuochi di carbonai sulla montagna/ e gela/ nella fontana un fioco lume. L’alba vedrà/ l’ultima mandria divallare/ coi cani, coi cavalli,/ in poca polvere/ dietro un dosso scomporsi”, scriveva Antonia Pozzi.
Sotto i tendoni maturano i grappoli, la vendemmia è vicina. Le nubi del cielo potrebbero essere solo pure immagini create dagli occhi seguendo pensieri immaginari. Potrebbe essere azzurro intenso, limpido, questo cielo grigio di strane emozioni. “È così pura questa/ gioia fatta di luce e d’aria: questa/ serenità ch’è d’ogni cosa intorno/ a te, d’ogni pensiero entro di te:/ quest’armonia dell’anima col punto/ del tempo e con l’amore che il tempo guida./ Non più grano, né frutti ha ormai la terra/ da offrire. Sta limpido l’Autunno/ sul riposo dell’anno… Il fisso/ azzurro, immemore/ di tuoni e lampi, stende il suo gran velo/ di pace sulle rosseggianti chiome/ delle foreste. Quand’è falciata/ la spiga, spoglia la pannocchia,/ rosso il vin nei tini, e le dorate noci/ chiaman l’abbacchio, e fuor del/ riccio scoppia/ la castagna, che importa la minaccia/ dell’Inverno, alla terra?.../ Trasparente luce/ d’ottobre, al cui tepor nulla matura/ perché già tutto maturò: chiarezza/ che della terra fa cosa di cielo”, scriveva Ada Negri.
Ottobre, camminare lungo la riva osservando il mare è come riprendersi il tempo di sognare, il tempo di respirare.
