Infondoalmare

Se guardo il mondo da un oblò

Se guardo il mondo da un oblò

La prima volta che ho volato è stato tanti anni fa, il giorno dopo il mio matrimonio per andare a Palma de Maiorca. 

In una giornata presi tre aerei diversi. Avevo addosso una grande paura, la sola idea di mancanza di contatto con il suolo mi creava disagio. Seguivo con molta attenzione tutte le indicazioni date dalle hostess sulle circostanze negative che si sarebbero potute verificare. Pensavo alle scene tragiche viste nei film.

Poi pian piano il piacere di volare ha avuto il sopravvento sui miei timori, diventando un'esperienza speciale.

“Se guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’”, cantavano gli anni 80.

Beh, per come la vedo io non è affatto così.

Comincia un'altra avventura sulle ali del tempo.

Tra poco si parte, la fase del rullaggio è iniziata, l'aereo si posiziona. 

Il pilota segue la linea gialla, l'aereo acquista sempre più velocità e poi finalmente decolla. 

La fase di stacco da terra è un momento bellissimo, un'emozione forte, sempre. Che bello, pochi secondi soltanto e da quel momento in poi comincerà l'incanto del volo.

Tra pochi minuti sarò più vicino al cielo. Ora guardo fuori dall'oblò mentre mi chiedo come sarebbe respirare ora, in questo momento, l'aria là fuori. Vedo case, sono proprio tante, campi, colline, boschi, montagne, laghi, fiumi e mari. 

Osservati dall'alto hanno un fascino speciale e mi commuove pensare quanto poco ci basti per poter apprezzare il creato da lassù.

Nuvole, come panna montata che decora i campi, le colline, il mare, come fossero torte.

Verrebbe voglia di affacciarsi dall'oblò e cercare di toccarle. 

Immaginare di scendere dall'aereo e camminare sulla “sofficità" che appare ai nostri occhi. 

Come un campo coperto di neve fresca che sa di buono, di pulito, candida copertura su erba, fiori e cespugli. 

Alcune nubi paiono montagne, un paesaggio nevoso fuori dal comune. 

Cumuli di fredda consistenza. 

Un bianco speciale dalla disarmante purezza.

Il tutto mi riporta ad un senso di pace. Viaggiare per le strade del cielo. 

Niente traffico, corsie, barriere e suoni. 

Niente più confini, sono invisibili. 

Attraverso le nuvole, le sovrasto. 

Il bianco mi conduce con la mente all'idea che ho del paradiso dove può splendere il sole, senza che tutto si sciolga. 

Soffici nuvole anticamera di un luogo ignoto che nonostante tutto induce alla serenità, a quella semplice visione di qualcosa che sa di magico, quassù a due passi dal cielo. Atmosfera rarefatta. 

Quel cielo che ci dona allegria se è di un azzurro incredibile, quando ci regala l'arcobaleno dopo la pioggia e durante le aurore boreali, ma ci dona tristezza quando si tinge di grigio.

Eh se ci fosse una scala? 

Potrei raggiungere più facilmente il cielo e su, sempre più su, cosa troverei? 

Il Paradiso forse? 

Se fosse davvero possibile salirei tutti i gradini fino a toccare il cielo. 

Ritroverei sicuramente qualcuno che ho amato tanto, le persone più care che mi hanno lasciato, potrei abbracciarle ancora, potrei vedere ancora il loro viso, la tenerezza dello sguardo, la melodia della voce. 

Mi basterebbe anche solo qualche minuto mi accontenterei anche se non avrei la possibilità di raccontare loro tutto quello che succede poco più in basso in un altro pianeta, in un'altra vita. 

Racconterei degli errori che sulla Terra si ripetono per manie di grandezza, dimenticando quello che i nostri avi hanno vissuto, durante le lotte per cancellare le ingiustizie, della superficialità che ora regna sovrana accanto alla bramosia di potere e prevaricazione. 

Pura follia degli uomini che ha ormai raggiunto il limite estremo.

Seguo la curvatura del cielo, proprio come se lo osservassi guardandolo dal mare. 

La grande cupola azzurra che ne delinea il confine.

Mi perdo in tanta bellezza.

Percepisco meglio la rotondità dell'atmosfera guardando l'orizzonte, attraverso la luce che si fonde nella tavolozza dei colori dal bianco all'azzurro, al lilla, al rosa, mentre volo sempre più su, attraversando l'immensità del cielo. 

Il tramonto mi sorprende sempre con le sue sfumature dal rosso al glicine, ma da quassù, tutto sembra un incanto. 

È come essere in un'altra dimensione dove ogni cosa ha il suo perché, un ordine prestabilito da chi l'ha creato. 

Il tempo rallentato, come il battito del cuore che pur essendo regolare, induce alla riflessione.

Ogni volta diversa dall'altra, niente si ripete, tutto mi attrae e mi fa pensare a quanto ci sia di meraviglioso nell'osservare il mondo da prospettive differenti. 

Sembra una favola, senza guerre né problemi, tutto appare pulito, ordinato, tranquillo su questa Terra che tutti vorremmo abitare. 

Staccarsi dalla terra per poche ore, mi dà la possibilità di pensare. 

È come se l'essere con i piedi per terra non mi consentisse di sentirmi libera. 

Senza più legami, riflettere e decidere come se una parte di me lasciasse andare tutto quello che c'è molto più in basso. 

Come se salendo su una mongolfiera, avessi la possibilità di far scivolare il peso che mi impedisce di sognare ed essere me stessa. 

Quando sono lassù, persa nel cielo, non penso a nulla, libero la mente, voglio nutrirmi solo di silenzi per gustare tutto ciò che vedo, per fantasticare su altri possibili mondi da scoprire.

Sono solo io, nel mondo.

Pressinbag Testata Giornalistica

www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.

Contatti

Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitare a contattarci scrivendo ai seguenti indirizzi