Giornate di Primavera del Fai, torna la bellezza

Giornate di Primavera del Fai, torna la bellezza

Uscire, respirare a pieni polmoni, sentire il vento sulla pelle, camminare tra i campi, sul mare, il collina, in un bosco.

Ovunque tranne che tra le quattro mura di casa. Scoprire bellezze nascoste a due passi da casa.

Tornano le giornate di primavera del Fai che aprono al pubblico palazzo, castelli, abbazie altrimenti preclusi ai più.

I luoghi sono tanti, tutti visionabili sul sito (qui), solo in Puglia 24 diversi luoghi e itinerari. La normativa Covid impone anche quest’anno la prenotazione delle visite, ma c’è tempo sino al 15 e il 16 maggio.

Quando si potrà salire sulla Torre medievale delle Pietre rosse e ammirare dall’alto dei suoi 13 metri mare e terra di Giovinazzo, oppure perdersi nella bellezza settecentesca della masseria Murgia Albanese di Noci, costruita per creare un luogo dove “si vive lontano dalla città, dalle preoccupazioni e dalle ambizioni” come recita l’incisione sul portale d’entrata. Visitare al suo interno la chiesetta con gli affreschi del 1737 di Domenico Carella che narrano la leggenda della fondazione di Noci legata alle vicende di Filippo d’Angiò e ancora ammirare l’antico apiario del Seicento in muratura.

Oppure perdersi nell’architettura in negativo del santuario Mater Domini a Laterza in provincia di Taranto. Modellato nella roccia con annessa cripta di Santa Domenica dove è possibile ammirare l’altare con la miracolosa icona della Mater Domini, quello di San Girolamo e delle anime purganti, che conservano ancora l’aspetto originario.

Se invece volete scendere un po’ più giù lungo lo stivale, imperdibile una visita all’abbazia di Santa Maria di Cerrate nel leccese.

La leggenda narra che l’abbazia sia stata fondata in seguito alla visione della Madonna da parte del re Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce, dopo aver inseguito una cerbiatta in una grotta. L’abbazia risale alla fine dell’XI secolo quando Boemondo d'Altavilla - figlio di Roberto il Guiscardo - insedia un cenobio di monaci greci, seguaci della regola di San Basilio Magno, che riparano in Salento per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste di Bisanzio.

La bellezza torna prepotentemente a farsi ammirare. Basta spegnere il computer, lasciare in tasca il telefonino e puntare il dito su una qualsiasi delle mete possibili: la Torre medievale delle Pietre rosse già dei Paglia di Giovinazzo, la masseria Murgia albanese di Noci, Palazzo Lagravinese a Cisternino, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli sempre a Cisternino, il Bosco e l’orto dei sapori perduti e il centro storico di Orsara di Puglia, il teatro comunale di Nardò, Lama Martina a Molfetta, il museo diocesano San Riccardo ad Andria, il santuario Mater Domini e la cripta di Santa Domenica a Laterza, l’abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce, il Trappetello a Monopoli, il Palazzo Imperiali-Filotico a Manduria, il chiostro di San Sebastiano a Gravina di Puglia, la chiesa della Madonna della Rosa a Molfetta, il parco sostenibile dell’ex caserma Rossani a Bari, il percorso dai Peuceti di Norba alla Contea degli Acquaviva d’Aragona di Conversano, la mostra itinerante su Stefano da Putignano “virtuoso” scultore a Putignano, castel Fiorentino a Torremaggiore , la concattedrale Gran Madre di Dio a Taranto, gli ordini monastici degli Olivetani, degli Agostiniani e dei Gesuiti a Lecce e infine il parco regionale di Punta Pizzo, sempre a Lecce.

E ora ditemi che non vi ha incuriosito neanche una di queste meraviglie di Puglia.