Come la falena con il fuoco

Come la falena con il fuoco

Gli amori politici esercitano da sempre un fascino magnetico su di me.

Suppongo sia dovuto al fatto che non ho mai considerato l’amore una cosa semplice, anzi, l’idea che due anime affini riescano ad incontrarsi nell’intero universo e soprattutto al momento giusto, mi è sempre sembrata una cosa terribilmente complicata.

Di conseguenza provo una sconfinata ammirazione per chi riesce a vivere e ad apprezzare il momento in cui il più nobile dei sentimenti si manifesta, nonostante ci siano cose enormi e di vitale importanza per cui lottare, o difficoltà insormontabili come nel caso dei protagonisti del libro di cui mi accingo a parlarvi.

“L’amante palestinese” di Sélim Nassib, infatti, racconta la presunta storia (dico presunta perché non ci sono mai state conferme ufficiali dalle parti in causa) tra Golda Meir, ex premier d’Israele, e Albert Pharaon, un banchiere palestinese.

Una storia che nasce per caso, durante una festa dove bastano uno sguardo e una stretta di mano a rivelare l’indicibile, ciò che ad alta voce non potrebbe mai e poi mai essere pronunciato.

Ed è proprio intorno al motivo per cui non si può parlare di questo amore che gira tutto il romanzo: l’eterno conflitto arabo - israeliano.

La passione dirompente, lacerante, urgente che travolge i protagonisti è infatti una valida chiave di lettura per spiegare e sviscerare il dramma che si consuma da tempo immemore in quella zona del mondo.

Trovo che Nassib abbia usato un espediente molto valido per far aprire gli occhi dei lettori su una realtà sconvolgente e di antiche origini di cui penso che a conti fatti si sappia ben poco.

Di conseguenza il lettore non solo verrà risucchiato dentro una di quelle storie che mi ricordano molto un’indimenticabile frase di Italo Calvino: “Ogni incontro di due esseri al mondo è uno sbranarsi”, ma, facilitato dalla capacità di sintesi dell’autore, imparerà e assorbirà senza nemmeno rendersene conto una grande quantità di informazioni che magari non si sarebbe preso la briga di andare a cercare altrove, perché troppo spesso “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” è un’eco che fa da contro canto alla nostra generazione.

Questo libro è per chi ha un’inesauribile sete di conoscenza, e per chi ha assaporato almeno una volta il gusto del proibito e ne è rimasto incantato tanto quanto la falena che insistentemente si avvicina alla fiamma nonostante sappia che brucerà.