Pomodoro, ode e lacrime

Pomodoro, ode e lacrime

Riempie le insalate, non solo del Cile, il pomodoro. Lui con la sua polpa rossa, dona gusto e sapore, colora ogni pietanza, ogni piatto.

 

Nei mesi estivi i campi si colorano, il verde delle piante è interrotto dal rosso intenso del prezioso frutto. All’alba braccianti disposti in ordine, ognuno per il suo filare, colgono pomidoro, riempiono cassette, che altri caricheranno sui furgoni in partenza, destinazione mondo. Mercati o industrie conserviere, i pomodori raggiungeranno comunque le nostre tavole. Salsa, pelati, a cubetti. Sui cannizzi nel basso salento spaccati a metà prendono il sole, pomidoro secchi da usare all’occorrenza.

Sotto il sole che punta il centro del cielo, ancora, passate le ore, uomini e donne piegati dalla fatica, i polmoni pieni di quell’odore unico e irripetibile delle bacche strappate alle piante. Lo si sente nell’aria vicino alle distese di pomodoro.

Ode al pomodoro, scrisse Pablo Neruda, “La strada/ si riempì di pomodori,/ mezzogiorno,/estate,/la luce/si divide/in due/metà/di un pomodoro,/scorre/per le strade/il succo./In dicembre/senza pausa/il pomodoro,/invade/le cucine,/entra per i pranzi,/si siede/riposato/nelle credenze,/tra i bicchieri,/le matequilleras/la saliere azzurre./Emana/una luce propria,/maestà benigna. /Dobbiamo, purtroppo,/assassinarlo:/affonda/il coltello/nella sua polpa vivente,/è una rossa/viscera,/un sole/fresco,/profondo,/inesauribile,/riempie le insalate/del Cile,/si sposa allegramente/con la chiara cipolla,/e per festeggiare/si lascia/cadere/l'olio,/figlio/essenziale dell'ulivo,/sui suoi emisferi socchiusi,/si aggiunge/il pepe/la sua fragranza,/il sale il suo magnetismo:/sono le nozze/del giorno/il prezzemolo/issa/la bandiera,/le patate/bollono vigorosamente,/l'arrosto/colpisce/con il suo aroma/la porta,/è ora!/andiamo!/e sopra/il tavolo, nel mezzo/dell'estate,/il pomodoro,/astro della terra,/stella/ricorrente/e feconda,/ci mostra/le sue circonvoluzioni,/i suoi canali,/l'insigne pienezza/e l'abbondanza/senza ossa,/senza corazza,/senza squame né spine,/ci offre/il dono/del suo colore focoso/e la totalità della sua freschezza”.

Come stride l’abbondanza con le schiene rotte e le mani sofferenti. Come stride il valore del pomodoro con la giornata malpagata al raccoglitore.