Marco Demo, il giro del mondo in bicicletta

Marco Demo, il giro del mondo in bicicletta

Ha realizzato il suo sogno, pedalando sino al punto più a nord d’Europa a NordKapp, è salito sul Monte Olimpo con la sua bicicletta.

È stato sei mesi in Asia di cui quattro nel Laos, bloccato dalle norme di contenimento del Coronavirus, ha percorso le strade, le vallate e i sentieri della Thailandia, ha giocato con i bambini di strada in Cambogia, si è fermato al circolo polare artico per perdersi nell’incanto del sole a mezzanotte e delle notti polari, ha attraversato la Lapponia con le braccia aperte come la sua mente e il suo cuore, ha sentito il sapore della felicità quando nel fiume Nam Song ha giocato con un salvagente rosa e un gruppo di bambini, ha percorso la Malesia, ha pedalato sino a Bangkok. Un viaggio lungo un anno, partito il 17 gennaio da Singapore con una lista infinita di “perché viaggio”. Ora Marco Demo è in Norvegia e l’abbiamo raggiunto per farci raccontare il suo viaggio.

Perché l’idea del viaggio in bicicletta? 

Sono appassionato di sport e di attività outdoor e negli ultimi anni, viaggiando, avevo scoperto che il ritmo della bici è quello giusto per me per assaporarsi tutto ciò che si incontra, persone, paesaggi, lingue e culture diverse. Sentivo di non poter mettere più a tacere il "richiamo del mondo" che avevo, volevo mettermi in gioco per crescere, spostare i miei limiti ed orizzonti e godere di ogni singolo momento: la bici mi sembrava il mezzo giusto per offrirmi tutto questo con la massima flessibilità.

Come hai scelto le tappe, hai studiato un percorso prestabilito, c’è una motivazione nella scelta dei territori che hai attraversato?

Ho scelto di partire con un biglietto solo andata per Singapore senza aver pianificato nulla, con il solo intento di seguire giorno per giorno ciò che avrei voluto fare. Ho scelto Singapore per la sua posizione geografica: partire da lì avrebbe voluto dire puntare necessariamente a Nord, a meno di nuotare! Di lì in poi i piani si sono evoluti, km dopo km, incontro dopo incontro ho disegnato la mia strada. I miei piani si sono evoluti e si evolveranno ancora un sacco di volte, senza troppa pianificazione. Ho scelto di partire per seguire il flusso, ho scelto di partire per scegliere giorno per giorno. Il viaggio procede, le condizioni cambiano ed in parallelo noi ci evolviamo, avevo e continuo ad aver voglia di adattarmi a ciò che succede intorno a me.

Il viaggio è scoperta. Che cosa ti ha emozionato e stupito?

Le persone e le connessioni che si possono creare sono ciò che mi spinge a continuare a pedalare, ancora più dell'esplorare il nostro magnifico pianeta. La bontà del genere umano e la sua generosità sono qualcosa che mi ha impressionato particolarmente. Ho incontrato persone che pur non avendo nulla” erano disposte a dare tutto, per il semplice piacere di donare e condividere. Ho incontrato bambini a piedi scalzi giocare a bordo strada, capaci di regalarmi gioia con un semplice sorriso o un saluto: non importa parlare la stessa lingua per comunicare delle emozioni così profonde.

Il tuo viaggio ha anche un risvolto umanitario, hai sposato la causa di MiniPuzzlelive, ce ne vuoi parlare?

Il mio bisogno di contribuzione me lo sono portato dietro da che sono partito e pian piano nel tempo è cresciuto sempre di più. Ho avuto modo di incontrare persone che mi hanno ispirato e ho sentito di ricevere così tanto che la volontà di diffondere del bene si è fatta sempre più grande. Il pensiero è andato ai bambini, perché, come detto, è stato attraverso i loro sguardi che ho potuto provare delle emozioni stupende. Da lì in poi è stato abbastanza facile sposare la causa di Minipuzzle: io ho avuto la fortuna di vivere il mio sogno, perché non provare ad aiutare questi piccoli pazienti nel loro viaggio verso il proprio?

Smetterai mai di viaggiare?

Ho imparato che nella vita sempre e mai sono due avverbi di cui non fidarsi troppo. Magari cambierà la forma, cambierà il modo ma non credo arriverà questo momento. Evolverà il mio modo di farlo e di vivere determinate emozioni probabilmente. Finché però rimarranno vive la curiosità e la volontà di conoscere, esplorare e crescere espandendo i propri limiti, non credo avrò la volontà di fermarmi.

Come si affrontano le difficoltà di un viaggio in bicicletta?

Il viaggio in bici, così come i viaggi in solitaria di lunga durata, non ripropongono nemmeno che ciò che ci accade nella vita di tutti i giorni. Si incontrano problemi, ostacoli e difficoltà ma tutto è sempre risolvibile finché si ha la volontà di farlo. Certo, bisogna essere flessibili e sapersi adattare ma non ci sono ostacoli che non possano essere superati. 

Come reagiscono le persone quando ascoltano la tua storia?

È sempre bello vedere l'incredulità della gente di fronte al racconto di qualcosa che a me ormai suona decisamente “normale”. Ed è qualcosa di magico sentire il supporto e l'ammirazione di qualcuno che magari ti conosce da meno di cinque minuti. Mi accorgo che sto vivendo il mio sogno ma mi accorgo anche che sto vivendo una libertà che tanti non hanno avuto la possibilità o la volontà di scegliere. E mi sento ancora più grato per ciò che sto riuscendo a fare.

Quanto ha influito il distanziamento sociale dell’emergenza covid sulla solitudine del tuo viaggio?

Non mi sembra possa aver influito troppo in questi termini, se non per il fatto di aver dovuto cambiare e ricambiare il mio piano più volte in funzione della pandemia. Una volta rientrato in Europa dopo 4 mesi e mezzo in Laos in cui i border erano chiusi, era estate e la situazione sembrava abbastanza tranquilla. Sono riuscito ad arrivare fino ai paesi scandinavi senza troppe difficoltà. Qui il distanziamento sociale è già abbastanza radicato nella loro cultura per cui non mi sarei aspettato qualcosa di troppo diverso. Sicuramente però, almeno qua nel nord, ha limitato e sta limitando un po' le interazioni però per fortuna nulla di così drammatico.

Il momento più bello di questo tuo lungo viaggio?

Non credo riuscirò mai ad individuare solo un momento bello in un viaggio di più di dieci mesi che mi ha saputo regalare così tanto. Mi sono accorto di quanto si possa essere felici con davvero poco e di quanto effettivamente si possa gioire nel quotidiano. Dal piacere di passare in Lapponia in completa solitudine sotto un cielo azzurrissimo, a dei bambini in festa che ti inseguono in bici su delle strade di terra rossa in Cambogia, da un fiume percorso su un salvagente rosa in compagnia di amici che sono diventati la tua famiglia durante un lockdown in Laos, a vedere il crowdfunding a cui avevi tanto pensato andare così bene appena lanciato mentre sei fermo in Norvegia: come posso scegliere tra tutto questo?

Quando è previsto il tuo ritorno in Italia?

L'estate prossima ho tre cari amici che si sposano e quindi so che vorrò esserci. Tutto può cambiare, certo. Quest'anno però mi ha insegnato abbastanza bene che le previsioni spesso rimangono solo appese nei nostri pensieri. Diciamo che ce la metterò tutta per esserci in quelle occasioni, poi da lì vedremo il da farsi.