Gabriella Nanna da Bari al TedxYouth sognando la luna

Gabriella Nanna da Bari al TedxYouth sognando la luna

“Di maniera che non è un sol mondo, una sola terra, un solo sole; ma tanti son mondi quante veggiamo circa di noi lampade luminose, le quali non sono più né meno in un cielo ed un loco ed un comprendente, che questo mondo, in cui siamo noi, è in un comprendente, luogo e cielo. Ma se infiniti sono i Mondi e le galassie, l’uomo non può essere il privilegiato del creato. Tantomeno lo è un unico popolo, appartenente alle molteplici e poliedriche razze umane”.

Giordano Bruno già nel XVI secolo ne era convinto, non siamo soli nell’Universo. Ne è convinta anche Gabriella Nanna, studentessa barese, una delle tredici persone in Italia invitate dal Tedxyouth a Roma per parlare dell’Alfabeto del futuro. Ma Gabriella va oltre, cerca di dimostrare come sia possibile l’esistenza degli extraterrestri e lo fa con argomentazioni scientifiche. Parte dall’equazione di Drake (astrofisico statunitense che nel 1961 stimò il numero di civiltà extraterrestri esistenti) e poi si pone una domanda: Come possiamo comunicare con queste civiltà? “Ho cercato un sistema di comunicazione che potesse essere universale. Qualcosa che accomunasse ogni essere vivente, così ho pensato alla gravità”. 

Gli studi classici hanno solo amplificato la passione di Gabriella per l’astrofisica “proprio perché è una passione, posso leggere e studiare tutto ciò che voglio, sin che lo voglio”. Così la “quasi quindicenne” studentessa del liceo Socrate di Bari ha fatto un balzo in avanti chiamando in causa Albert Einstein per convalidare la sua teoria.

Il Nobel per la Fisica postulò che le onde gravitazionali rilevabili sono unicamente quelle causate da eventi catastrofici come i buchi neri, le stelle di neutroni o le supernove che esplodono o collidono tra loro. Le onde prodotte in laboratorio sono talmente deboli che non vengono rilevate dai nostri interferometri. “Teoricamente se noi riuscissimo ad amplificare le onde gravitazionali, potremmo trasmetterle e gli alieni potrebbero così riceverle, analizzarle e scoprire che provengono da noi. Certo, ci sarà il problema temporale, tra invio e ricezione, quindi magari con loro riusciranno a parlare i nostri bisnipoti, ma alla fine ciò che conta è il contatto. Magari in seguito riusciranno a trovare un sistema immediato di comunicazione”, spiega Gabriella, per nulla scoraggiata dalla complessità della questione.

Così il suo speech al Tedxyouth “Solving Gravity Problems", non è altro che “un’idea, uno spunto per ampliare la comunicazione”. Una idea che le frulla in testa da tutta una vita, da quando aveva cinque anni e suo nonno Pietro la portava a guardare le stelle, quando, con gli occhi incollati al telescopio ammirava Alphacentuari, la sua stella preferita, e le sembrava quasi di poterla prendere con la mano. “Mi parlava di queste cose lontanissime, molto più grandi della terra e del sole, ancora oggi continuiamo a confrontarci ma ora sono io che gli spiego tante cose, i nostri ruoli si sono  invertiti”.

Gabriella, come tutti gli adolescenti, ha mille passioni, studia pianoforte e violino al Conservatorio e il sabato sera esce con gli amici di sempre Sonia e Luca. Ed era proprio un sabato sera quando ha ricevuto la mail del Ted che le comunicava che era stata scelta come conferenziera. Una dei 14 ragazzi italiani che sono saliti sul palco romano dell’organizzazione no profit per parlare della sua visione dell’alfabeto del futuro. “Ero in auto con mio padre, stavo tornando a casa, quando ho letto la mail. Non ci potevo credere, ero stata scelta, ho incominciato a gridare ‘Ho vinto! Ho vinto!’”. 

Una esperienza vissuta con gioia, ma quando ha realizzato di dover parlare davanti ad una platea di 1.350 persone “il terrore si è impossessato di me. Per fortuna c’era Maurizio, il coach del Ted che mi ha seguito passo passo, mi ha aiutato a scrivere il mio talk, mi tranquillizzava quando ero nervosa, mi diceva anche a che ora andare a dormire, per essere riposata il giorno dopo”. 

Una esperienza “molto più grande di me, che ha creato tra noi ragazzi un legame forte, siamo come una famiglia”. Sono infatti tutti in contatto, tramite whatsapp, instagram, zoom e gli altri social e tutti stanno contribuendo al progetto di Riccardo Camarda, uno degli speaker, sul cyberbullismo, lo scopo è “insegnare ai ragazzi come la rete possa essere uno strumento utile se utilizzato in maniera corretta”. 

Non si ferma mai Gabriella, corre sempre guardando avanti, anzi in alto, come le ha insegnato il suo idolo Stephen Hawking che diceva “ricordatevi di guardare le stelle non i vostri piedi”. 

E lei guarda sempre in alto a quelle stelle che vuole tenacemente raggiungere “perchè io diventerò un astronauta, come Samantha Cristoforetti - ha già pianificato tutto - studierò Astrofisica o Fisica al Biennio e poi la specializzazione, sempre in Astrofisica alla Bicocca di Milano se resterò in Italia oppure volerò a Londra o negli States”.

Il futuro sono le stelle, ma “devo studiare il passato per protendere al futuro. Devo leggere il testo di Luciano prima di andare sulla Luna” 

Sette giorni ed altrettante notti corremmo per l’aria: nell’ottavo vedemmo una gran terra nell’aere. Quella gran terra sulla quale un giorno Gabriella Nanna poserà i suoi piedi.