Degas, i corpi deformati

Degas, i corpi deformati

Trasparenze e pieghe, il bianco a sottolineare le figure, l’eleganza del movimento, la grazia delle ballerine, immortalate sulla scena.

Nei quadri di Degas le ballerine diventano centrali e la ricerca esplora temi insondati, il gesto è non il ballo, ma il movimento degli arti nella loro disarmonia, i volti delle danzatrici riprodotti  in smorfie non gradevoli.

Ne La classe di danza, una delle prime opere che Degas dedica alle danzatrici, le ballerine sono in semicerchio dinanzi il maestro che è al centro della scena, qui il pavimento ligneo distribuisce spazi e posizioni.  In Prove di balletto in scena, armonia e disarmonia convivono, la scena è la reale trasposizione di un preciso momento, una istantanea, una fotografia.

Attraverso queste opere dedicate alla danza si segue il percorso di Degas nella ricerca dei colori per dare peso alla scenografia. In Ballerina in posa per il fotografo, la ballerina è ritratta mentre cerca una bella posizione. Nel saggio che Paul Valery dedica a Degas afferma sull’artista “abbandonò le belle donne … si accanì invece nel ricostruire l’animale femminile specializzato, schiavo della danza … ; e quei corpi, più o meno deformati, ai quali fa assumere posizioni assai instabili per la loro articolata struttura … fanno pensare che tutto il sistema meccanico di essere vivente può fare smorfie come un volto”.

Evolve Degas nel suo studio, Ballerina con bouquet sulla scena, Fin d’arabesque, e poi Ballerine, Ballerine dietro le quinte, Ballerine alla sbarra, per arrivare a Tre danzatrici, dove il colore è il dominatore e “le forme anatomiche ridotte a parvenze”.

Ricerca, intelligenza, rigore, Degas è questo, è dedizione all’arte. Sensibile rappresentazione, entusiasta riproduzione dei dettagli.