Resistere e combattere senza un esercito

Resistere e combattere senza un esercito

Il riff del basso inizia a suonare, nel silenzio assordante, unico momento in cui si libera dalla gabbia in cui è stato relegato.

“Li combatterò tutti, un esercito di sette nazioni non potrebbe trattenermi”, non riuscirà a farmi stare ferma, a restare imbrigliata tra le corde, strozzata nei nodi che hai stretto intorno a tutto questo. “E parlo a me stessa la notte perché non posso dimenticare” di quando tutto questo aveva un significato che era puro e semplice e profondo. Che arrivava a tutti e non aveva confini, tranne quelli di chi non ne capiva il senso. Jack scrive quelle poche note e io qui le faccio risuonare. Io che non ho un esercito, ma combatto sola davanti a tutto questo. 

Avanti ed indietro attraverso la mia mente” scorre tutto ciò che mi ha portato qui e mi porta a combattere ogni giorno, contro tutti e tutto. Per quel messaggio puro che si libra nell’aria e arriva come un’onda investendo tutti. 

“E un messaggio che viene dai miei occhi dice lasciatelo solo”, non avvelenatelo con la vostra cupidigia, con l’ottusità delle vostre menti, con la pochezza dei vostri cuori. “Non voglio saperne niente” voglio solo sentire quel suono che arriva a tutti e tutti travolge. Pestate i piedi, battete le mani “ognuno ha una storia da raccontare, lo sanno tutti”.

Ma tu continui a combattere, vuoi spegnere questo suono, che diventa speranza, rivalsa. Chi lo sente battere continua a resistere, ma lo so questo non è ciò che vuoi sentire”.

Per un attimo volo via, Lontano da quest'opera, per sempre. Lavorerò la paglia. Farò grondare sudore da ogni poro”. Perché io sono invincibile. Io non ho paura. L’esercito delle sette nazioni sono io e non potete fermarmi.