Giancarlo Angeloni: "Il colore è tutto"

Giancarlo Angeloni: "Il colore è tutto"

Ed Wittstein, lo scenografo di Woody Allen e Franco Zeffirelli, per passione dipinge e nel 2001 mette in mostra le sue opere a Positano.

Tra i visitatori c’è un pittore barese che muove i suoi primi passi, decide di fargli un ritratto a matita e lo regala al maestro. Wittstein colpito, il giorno dopo visita la mostra del giovane pittore, si siede e inizia a ritrarre l’artista intento a sua volta a dipingere. Finito il suo dipinto glielo dona. La massima espressione di ammirazione tra due artisti.

Il pittore barese  è Giancarlo Angeloni “nato con la matita in mano, da bambino correvo sul pianerottolo di casa per andare da mia cugina che era molto brava a disegnare. E’ stata lei che mi ha seguito ed aiutato a muovere i primi passi”.

Angeloni nasce a Bari, frequenta il liceo artistico prima e l’Accademia delle Belle Arti dopo, quasi subito vola all’Estero per lavoro, due anni alle Canarie, torna in Italia e per caso, a Roma, conosce casualmente quella che oggi è sua moglie. L’amore lo porta a Positano, dove dal 2000 vive e lavora. Realizza dipinti ad olio, sculture in cartapesta, ma soprattutto acquerelli perché “sono difficili da realizzare, devi andare di getto, senza un disegno, e poi il colore si mischia ogni volta in maniera diversa, basta una goccia in più o in meno di acqua e ti cambia tutte le sfumature. Io seguo la vita stessa dell’acqua e ogni volta mi sorprende. Ho in testa il 60 per cento dell’opera, il resto vien fuori da sé”.

Giancarlo Angeloni realizza le sue opere nella sua galleria Art & Craft, dove ospita anche artisti emergenti ed affermati a livello internazionale, come il conterraneo Pino Pascali.

Dipinge senza sosta, i turisti stranieri amano l’Italia e vogliono portarsi a casa un pezzo di Bel Paese, i colori e la luce di Positano. Quei colori che inondano i quadri di Angeloni dove ogni sfumatura porta su tela un’emozione, racconta una storia. “Il colore è tutto - dice Giancarlo - spesso noi vediamo una linea di contorno, ma nella realtà il contorno non esiste, è data da due o tre colori differenti che ti danno questa idea che esista un contorno alle cose, che in realtà non c’è. Il colore è la cosa più bella che esista”.

Anche se poi, il quadro che più lo ha impressionato nella vita è Guernica. L’aviazione tedesca bombarda la cittadina basca, Picasso che in quel periodo viveva a Parigi ne viene talmente turbato che realizza Guernica, una tela immensa, alta tre metri e mezzo e lunga quasi otto metri, eliminando completamente il colore, per non distogliere l’attenzione dall’orrore della guerra.

“Io non amo Picasso, ma quando ho visto Guernica mi sono venuti i brividi, perché in un quadro che è bianco, grigio e nero, si ha la perfetta percezione del rosso del sangue. Quel quadro è qualcosa di straordinario, tante sfumature di grigi che poi è come se fossero colori. Picasso è riuscito ad eliminare tutte quelle sovrastrutture, tutte quelle cose in più per arrivare ad una sintesi, che poi è la cosa bella dell’arte”.

Una apparente contraddizione, un artista per cui il colore è tutto, emozionarsi per tanti grigi, ma così non è “non amo le etichette nell’arte”. Si professa innamorato di Caravaggio, il signore della luce, ma in egual misura di Willem De Kooning e Afro Basaldella, espressionisti astratti.

Per racchiudere tutto ciò che nell'arte lo emoziona o lo attira arriva in suo soccorso proprio Caravaggio, che una volta disse: "Quando non c'è energia, non c'è colore, non c'è forma, non c'è vita".

Così il fluido divenire dell'arte diventa un viaggio senza tempo che parte dall'espressionismo astratto di De Kooning che dell'energia e dell'impeto ha fatto la sua cifra distintiva, passa per quel Picasso che del colore o della sua assenza ne ha fatto il suo marchio di fabbrica e approda ad Afro Basaldella l'italiano che nasce Informale gestuale e per tutta la vita ha realizzato quadri dove sono i colori a contenere le forme.

Così tutto continua pur mutando.

 

Giancarlo Angeloni pittore e scultore nasca a Bari nel 1966. Nel 2000 vince il premio della mostra “Il Pendio” con il quadro "Lungo il fiume"  che rappresenta una piroga africana vista dall’alto,  ora sta nel Comune di Corato. Nel 2006 apre a Positano una galleria d'arte Art&Craft. Nel 2013 il Museo d’arte di Avellino (MdAO) ha acquisito la sua opera “Positano: Chiesa Madre”. Attualmente Angeloni vive e lavora a Positano.